Non si arresta l’azione del Comitato Cittadino di Poggio, Malmissole e Durazzanino contro il progetto della centrale di accumulo con batterie al litio da 100 MW denominata “RNE19”. Dopo la presentazione di un primo dossier di opposizione, il Comitato ha annunciato l’invio di un nuovo pacchetto di osservazioni integrative indirizzato ad Arpae, Comune di Forlì, Vigili del Fuoco e Soprintendenza, a seguito delle ultime integrazioni depositate dalla società proponente.
Secondo il presidente del Comitato, Loris Reggiani, dall’analisi della documentazione tecnica presentata negli ultimi mesi emergerebbero ulteriori elementi di criticità che, a loro giudizio, meritano un approfondimento da parte degli enti chiamati a esprimersi sul progetto.
«Vogliamo che sia chiaro a tutta la cittadinanza e ai funzionari impegnati nella Conferenza dei Servizi che il Comitato non intende arretrare di un passo – afferma Reggiani -. Più analizziamo la documentazione, più emergono aspetti che riteniamo preoccupanti per il territorio e per i residenti».
Tra le questioni evidenziate dal Comitato vi sono gli aspetti geologici dell’area interessata dall’intervento, la presenza prevista di numerosi container per l’accumulo energetico e di trasformatori contenenti olio isolante, oltre alla vicinanza dell’impianto alle abitazioni della zona.
Cresce intanto la mobilitazione dei residenti, in particolare tra le famiglie interessate dagli espropri e dalle servitù previste lungo via Zampeschi per la realizzazione delle opere di connessione alla rete elettrica. Il Comitato riferisce che in questi giorni sono in corso ulteriori invii di osservazioni, diffide e comunicazioni individuali agli enti competenti.
Tra i temi sollevati figura anche la variante progettuale relativa all’innalzamento dell’area destinata all’impianto, che secondo il Comitato potrebbe avere conseguenze sulla gestione delle acque in caso di eventi alluvionali.
Il presidente Reggiani ha inoltre rivolto un appello alle istituzioni coinvolte nel procedimento autorizzativo.
«Invitiamo il sindaco, gli assessori competenti, i responsabili di Arpae e i Vigili del Fuoco ad effettuare un sopralluogo nell’area interessata dal progetto per valutare direttamente le caratteristiche del territorio e la vicinanza alle abitazioni», sottolinea.
Nel comunicato viene evidenziata anche la necessità di interventi sulle infrastrutture esistenti lungo il percorso previsto per le opere elettriche, con possibili ulteriori ripercussioni sui terreni coinvolti. «Riteniamo che questa non sia un’opera di pubblica utilità ma un intervento che comporta sacrifici significativi per proprietari e residenti – conclude Reggiani -. Continueremo a tutelare il territorio e a far valere le nostre ragioni nelle sedi previste dalla legge».