La Cardiologia dell’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì dispone di un nuovo ecocardiografo, donato dalla Fondazione Cardiologica Myriam Zito Sacco. L’apparecchiatura sarà destinata in particolare alla Terapia Intensiva Coronarica, dove potrà essere utilizzata direttamente al letto dei pazienti più complessi.
Il nuovo strumento arricchisce la dotazione tecnologica dell’Unità Operativa di Cardiologia, diretta dal professor Carmine Pizzi, e consente di effettuare rapidamente valutazioni ecocardiografiche senza dover trasferire il paziente. Una possibilità particolarmente importante nella gestione delle situazioni cliniche più delicate, dal trattamento dell’infarto miocardico acuto allo scompenso cardiaco avanzato e alla valutazione della funzione cardiaca.
Alla cerimonia di ringraziamento hanno partecipato Ruben Biagini, della Direzione Medica del Presidio Ospedaliero di Forlì, Raffaella Signani, direttrice facente funzione della Direzione Professioni Sanitarie Ospedaliera di Forlì, il direttore della Cardiologia Carmine Pizzi, il presidente della Fondazione Cardiologica Myriam Zito Sacco Marcello Galvani, il coordinatore infermieristico Aldo Domenico Troiano, insieme ai professionisti della Cardiologia e ai rappresentanti della Fondazione.
«Il nuovo ecocardiografo rappresenta uno strumento diagnostico di grande utilità nella gestione dei pazienti a maggiore complessità – ha sottolineato Biagini – a supporto dell’attività dei professionisti e della qualità dell’assistenza».
Per Signani, la donazione conferma «la fiducia che le associazioni e il volontariato del territorio continuano a dimostrare nei confronti dell’ospedale e dei suoi professionisti», mentre Pizzi ha evidenziato l’importanza della nuova tecnologia per la Terapia Intensiva. «La possibilità di eseguire l’esame al letto del paziente ci consente di ottenere rapidamente informazioni utili alla valutazione clinica e alla gestione del percorso assistenziale», ha spiegato.
Il direttore della Cardiologia ha inoltre sottolineato come l’utilizzo di tecnologie avanzate richieda una costante preparazione degli operatori: «Rappresenta per noi una grande risorsa, ma anche una grande responsabilità, che richiede professionisti preparati e costantemente impegnati nell’aggiornamento e nel miglioramento delle proprie competenze».
Galvani ha ricordato il rapporto consolidato tra la Fondazione, l’Associazione Cardiologica Forlivese e la Cardiologia dell’ospedale di Forlì. «L’ecocardiografo rappresenta uno strumento importante per una cardiologia sempre più vicina al paziente e, più in generale, al cittadino», ha affermato, sottolineando l’importanza dell’ecocardiografia anche al di fuori dell’ambito strettamente ospedaliero.
La donazione si inserisce inoltre nel percorso di collaborazione tra la Fondazione e l’Azienda USL della Romagna, recentemente rafforzato dalla sottoscrizione di un accordo quadro, con l’obiettivo di favorire una maggiore integrazione tra assistenza, ricerca e attività scientifica a beneficio della comunità.