A Modigliana la minoranza di ModiglianAttivazione torna ad attaccare la gestione della mostra per il Bicentenario della nascita di Silvestro Lega (1826-2026). Lo fa con un comunicato di Adriano Cheli, consigliere comunale di opposizione, che parla di un evento “abbandonato a se stesso” proprio mentre il borgo dell’Appennino faentino si prepara ad accogliere altri visitatori. I turisti già transitati per la mostra, ricorda Cheli, sono stati circa 3.000.
Per capire cosa può accadere nelle prossime settimane, il consigliere richiama la precedente grande esposizione dedicata a Lega, quella del 1995: all’epoca la cronaca raccontò di una “marea di gente”, con oltre 15.000 visitatori in tre mesi, un record storico per un centro come Modigliana. Oggi, osserva Cheli, chi arriva in paese non trova un cartello o un’indicazione che porti alla mostra.
Il secondo fronte riguarda i dischetti informativi collocati nel centro storico negli anni scorsi, già denunciati dalla professoressa Continelli con un’interpellanza in Consiglio comunale. Secondo quanto riferito da Cheli, contengono errori storici gravi, date sbagliate e attribuzioni inventate. L’esempio più evidente è quello della Madonna del Cantone, datata XVI secolo: l’errore è stato corretto a mano con un pennarello nero direttamente sul muro, “una toppa peggiore del buco”, scrive Cheli, che segnala altri casi simili in paese.
Il consigliere precisa di non volersi appropriare del lavoro altrui: le osservazioni puntuali sono della professoressa Continelli, recepite da lui come altra forza di minoranza. Dopo l’interpellanza, ricorda, l’assessora alla cultura si era impegnata ad aggiornare i dischetti e a sostituire quelli non adeguati, ma ora che il Bicentenario volge al termine le targhe sono ancora lì, con gli errori e con il pennarello.
Cheli riconosce che valorizzare Silvestro Lega sia “sacrosanto”, ma sostiene che una mostra così importante dovrebbe valorizzare l’intero paese, come avvenne nel 1995 con un percorso leghiano distribuito in spazi diversi, una sorta di esposizione diffusa. L’uso della sola Pinacoteca, a suo giudizio, produce oggi un effetto “accatastamento”, segnalato anche da alcuni visitatori, a scapito della bellezza della mostra. Secondo il consigliere avrebbe dovuto rientrare nel percorso anche l’ex Chiesa di San Rocco. Nelle immediate vicinanze del centro storico, dove passano i turisti, sarebbe stato utile un unico punto vendita con i prodotti locali: i vini della Stella dell’Appennino, delle cantine private e della cantina sociale, formaggi, salumi, cereali, Gentil Rosso e grani antichi, marmellate e oggetti di artigianato.
Per Cheli, invece, le decisioni sono state “calate dall’alto”, senza una visione lungimirante e senza ascoltare il contributo della minoranza, perché, scrive, per la maggioranza i membri delle commissioni sarebbero “solo degli spettatori”. C’è poi un ultimo rilievo: così impostata, la mostra non promuove il paese. “Si viene, si vedono i quadri di Silvestro Lega e si va via”, afferma il consigliere, secondo cui a guadagnarci sono soprattutto i proprietari delle opere, il cui valore cresce a ogni esposizione, mentre Lega morì in povertà. L’occasione, conclude, era quella di abbinare Lega alla storia di Modigliana e valorizzare il borgo, non solo i quadri.
Il consigliere tiene a precisare che per la minoranza sarebbe stato facile fare polemica politica su ogni errore, ma non è quello l’obiettivo. Se ModiglianAttivazione fosse stata coinvolta per tempo, con un confronto vero nelle commissioni, avrebbe potuto contribuire a fare qualcosa di meglio “tutti insieme per Modigliana”, e ci sarebbe stato anche meno da criticare. L’auspicio finale è il meglio per il paese, con l’impegno di tutti a migliorare le cose.