In questi giorni l’obitorio di Modigliana sta tornando a essere un luogo dignitoso, e il merito è del Gruppo Alpini locale, che lo sta rimbiancando e sistemando con le proprie mani, nel tempo libero e senza chiedere nulla in cambio. A ringraziarli pubblicamente è Adriano Cheli di ModiglianaAttivAzione, che parte proprio da qui: un grazie sentito alle penne nere, sempre presenti quando c’è bisogno e autori, secondo Cheli, di un lavoro impeccabile.
Chiarito questo, la lista civica di minoranza sente il dovere di fare chiarezza, anche in risposta alle domande che alcuni cittadini hanno posto in queste settimane. La struttura non appartiene al Comune di Modigliana ma all’Ausl Romagna, ed è questo il nodo centrale della vicenda. Circa due anni e mezzo fa, in un incontro ufficiale, l’intera Amministrazione comunale aveva segnalato formalmente all’azienda sanitaria lo stato di degrado dell’obitorio.
In quella sede l’Ausl si era impegnata a vendere un appartamento di sua proprietà a Modigliana e a destinare il ricavato alla ristrutturazione completa della struttura. Ad oggi, sottolinea ModiglianaAttivAzione, quell’appartamento non risulta venduto e del progetto non si è saputo più nulla.
C’è poi la questione del ruolo del Comune. Anche se l’immobile non è di proprietà comunale, secondo Cheli l’ente non può trincerarsi dietro un “non mi riguarda”, perché il sindaco è responsabile del decoro e della dignità dei luoghi pubblici del territorio. Il Comune di Modigliana, ricorda ModiglianaAttivAzione, dispone di avanzi di bilancio e lo strumento per intervenire esisterebbe: una semplice convenzione con l’Ausl, prevista dalla legge, per partecipare insieme alle spese di restauro di un bene fondamentale per la comunità. Una convenzione che, afferma Cheli, non è mai stata stipulata.
Da qui le domande che i cittadini si pongono: che fine ha fatto l’impegno dell’Ausl e perché il Comune non ha mai attivato una convenzione per sistemare quello che viene definito il luogo più sacro della comunità, quello dell’ultimo saluto ai propri cari. “Noi non facciamo polemica, facciamo le domande che qualsiasi modiglianese si farebbe”, precisa ModiglianaAttivAzione. Intanto, conclude Cheli, agli alpini vanno una targa e l’applauso di tutta Modigliana, perché hanno fatto loro quello che spettava ad altri.