Negli ultimi quattro mesi davvero intensa, se non convulsa, la vita professionale e politica di Claudio Miccoli (sopra in foto), ravennate di nascita, residente a Fusignano, esperto geologo, già dipendente della regione Emilia-Romagna, quale dirigente tecnico del Settore Difesa del Territorio. Il 24 e il 25 maggio scorso, innanzitutto, vana ed inesorabilmente bocciata la sua candidatura a sindaco di Faenza per conto della Lega, Forza Italia e la DC, quest’ultima una fra le diverse formazioni postdemocristiane, ostinate a resuscitare dall’oltretomba politico.
Comunque, pur se eletto consigliere comunale per il rotto della cuffia con il 4,6%, il dottor Miccoli non fa in tempo a godersi l’elezione che, destino cinico e baro, ai primi di luglio risulta destinatario di un avviso di garanzia, perché compreso fra le 14 persone indagate per le alluvioni del 2023 e 2024 nel ravennate. Esperienza questa che si aggiunge a quella di risultare, poi, in data 16 settembre, nemmeno un mese fa, tra i 7 condannati per il crollo della diga sul fiume Ronco a San Bartolo, fra Ravenna e Forlì, crollo avvenuto il 25 ottobre 2018.
Tuttavia, giusto il tempo di smaltire la fresca condanna, e “urbi et orbi” Claudio Miccoli ha adesso annunciato le sue dimissioni dal Consiglio comunale di Faenza poiché, apprezzate la premurosa anticipazione, il suo ruolo di consigliere palesemente confliggerebbe, sarebbe incompatibile con l’imminente incarico, come coordinatore del piano strategico di Forlì e del piano Area Vasta, ove il secondo, in particolare, fa riferimento al nuovo Piano Territoriale di Area Vasta (PTAV) per la pianificazione dello sviluppo sostenibile, della mobilità e della coesione del territorio nella Provincia di Forlì-Cesena.
Ohibò, quanta sollecita fretta in queste dimissioni prima ancora che sia ufficiale il nuovo incarico! Veramente una cosa insolita! Ma, soprattutto, quanto di questa grande manovra sono a conoscenza il sindaco di Forlì, la sua giunta, le forze forlivesi di maggioranza e minoranza? Al riguardo, niente figura all’Albo Pretorio, praticamente il Consiglio comunale brancola nel buio, tanto per riprendere toni dei film polizieschi degli anni ’70, e la città di Forlì ignora quando e perché il suo piano strategico, la sua Area Vasta debbano finire nelle mani di Claudio Miccoli.
Forse, in Romagna il centrodestra sta ridefinendo il proprio spoil system, magari per tacitare le continue recriminazioni della Lega, da tempo a picco nei consensi? Quale, ancora, se confermato il nuovo incarico a Claudio Miccoli, il destino di Paolo Verri, attuale, competente e apprezzato consulente scientifico sul tema dell’Area Vasta?
Franco D’Emilio