Sono 6.011 gli interventi di ricostruzione pubblica programmati in Emilia-Romagna dopo l’alluvione, per un valore complessivo di circa 2,5 miliardi di euro. Di questi, il 73% risulta già concluso, mentre sono state utilizzate risorse pari a circa il 60% del totale previsto. È il quadro emerso in Assemblea legislativa regionale in risposta all’interrogazione presentata dalla consigliera del Partito Democratico Francesca Lucchi, che ha chiesto di fare il punto sull’avanzamento della ricostruzione e sulla disponibilità dei finanziamenti.
Sul fronte dei contributi a famiglie, imprese e Terzo settore, sono state istruite 6.597 domande: 4.982 riguardano la ricostruzione residenziale, 1.606 le imprese e 9 il Terzo settore. Complessivamente sono stati concessi 360 milioni di euro, dei quali 224,5 milioni risultano già erogati.
Un capitolo particolarmente rilevante riguarda la cosiddetta Fase 1 della ricostruzione pubblica. Regione e struttura commissariale hanno completato l’istruttoria e trasmesso al Ministero una proposta di rimodulazione che prevede quasi 100 milioni di euro aggiuntivi per completare interventi già finanziati. Ora si attende il via libera ministeriale necessario alla pubblicazione dell’ordinanza e alla conseguente disponibilità delle risorse.
«Siamo arrivati a un passaggio importante – sottolinea Lucchi – perché completare questi interventi significa permettere ai territori di portare a termine opere fondamentali per la ricostruzione e la sicurezza delle comunità».
C’è poi la Fase 2, destinata a nuovi interventi legati agli eventi alluvionali del 2023 e del 2024. Il termine per presentare le domande, inizialmente fissato al 15 settembre, è stato prorogato al 5 ottobre. Le risorse attualmente disponibili sfiorano i 500 milioni di euro, ma il fabbisogno complessivo della ricostruzione è destinato a essere superiore.
È proprio questo uno dei nodi indicati dalla consigliera regionale, che chiede di continuare il confronto con governo e struttura commissariale per individuare i finanziamenti necessari a coprire gli interventi che emergeranno dal territorio.
«Una parte importante delle opere è stata completata, ma restano interventi complessi e soprattutto un lavoro decisivo da fare sulla prevenzione – conclude Lucchi –. Servono quindi continuità nel monitoraggio, risorse adeguate e priorità chiare per la sicurezza dei territori».
Tra i temi ancora aperti c’è anche il destino degli interventi che non dovessero trovare copertura negli attuali finanziamenti e la continuità della struttura commissariale, il cui mandato è attualmente previsto fino alla fine dell’anno.