Il plauso alla Squadra Mobile si accompagna a un nuovo allarme sugli organici della Polizia di Stato. Il Siulp di Forlì-Cesena (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia), dopo la recente operazione condotta dagli agenti della Questura (cliccare qui), torna a puntare i riflettori sulle difficoltà con cui il personale è costretto a lavorare quotidianamente.
Il sindacato esprime «vivo plauso e profondo apprezzamento» per il lavoro svolto dalla Squadra Mobile, sottolineando la professionalità e la dedizione dimostrate dagli agenti nel contrasto alla criminalità e nella tutela della sicurezza dei cittadini. Ma proprio i risultati ottenuti sul campo, secondo il Siulp, mettono in evidenza anche il rovescio della medaglia: una situazione degli organici che viene definita ormai «insostenibile».
La carenza di personale riguarda la Questura di Forlì-Cesena, il Commissariato di Cesena e le specialità della Polizia di Stato, dalla Stradale alla Polfer, dalla Postale al Caps. Una situazione destinata ad aggravarsi ulteriormente: nel solo 2026 sono oltre 20 i poliziotti della provincia destinati alla quiescenza.
Per il Siulp, il personale rimasto in servizio è quindi costretto sempre più frequentemente a sostenere doppi turni e carichi di lavoro particolarmente pesanti per garantire la continuità dei servizi e mantenere una presenza adeguata sul territorio. Un quadro che, secondo il sindacato, finisce per incidere anche sulla tenuta psicofisica degli operatori.
«Se non giungeranno al più presto i rinforzi richiesti e non più rinviabili – sottolinea il segretario Roberto Galeotti – non sarà più possibile continuare a garantire idonei standard di sicurezza né assicurare la dovuta tutela ai cittadini».
Da qui l’appello del Siulp alle istituzioni locali e nazionali affinché intervengano sulla carenza di organico. Il sindacato chiede di affrontare una questione che, sostiene, si trascina da tempo e che rischia di rendere sempre più difficile conciliare le esigenze operative con la sostenibilità del lavoro degli agenti. «La sicurezza della comunità e la dignità lavorativa dei poliziotti non possono più attendere», conclude il Siulp.