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Ancora sul risiko della politica tra Meldola, Forlì e Predappio

Di Franco D'Emilio Leggilo in 4 minuti
Aggiornato: 2 maggio 2026
Ancora sul risiko della politica tra Meldola, Forlì e Predappio

Una voce da sola non fa notizia, al pari come una rondine solitaria non fa primavera. Se, però, la voce e la rondine sono più di una, allora abbiamo, rispettivamente, novità delle quali dare informazione e un sicuro ritorno primaverile. Anche la politica del forlivese ha il suo gioco del risiko con tanta strategia e conseguenti manovre, attorno alle quali corrono prima sussurri, poi voci ripetute, sempre più probabili e vicine al vero.

In politica più voci, che si inseguono con coincidente concordanza, fra l’altro in ampio anticipo sulle prossime elezioni e all’insaputa dei cittadini, confermano solitamente che qualcosa si stia già muovendo per nuovi e, a volte, pure imprevedibili scenari o, piuttosto, cosa più frequente, per consolidare i contesti attuali: in entrambe le eventualità non esclusa persino la gretta manipolazione delle alleanze. Su questa base, pochi giorni fa (https://www.4live.it/2026/04/canali-per-la-terza-volta-sindaco-di-predappio/), ho dato notizia della possibilità, supportata da diverse voci in crescita e direi felice o ferale a seconda del gradimento cittadino, di un terzo mandato consecutivo a sindaco di Predappio di Roberto Canali, esponente del centrodestra.

Ora, posso aggiungere qualche altra perla del sottile gioco, in atto sulla scacchiera politica forlivese, iniziando da Meldola, cittadina sempre più agonizzante nella piatta, trita ordinarietà della sua attuale amministrazione di sinistra. Udite, udite, l’attuale sindaco meldolese di centrosinistra Roberto Cavallucci sembra sospeso tra due possibilità: correre per un terzo mandato consecutivo di sindaco di Meldola, anch’egli così alla faccia del rinnovamento politico-amministrativo, oppure con un magistrale doppio salto mortale carpiato essere paracadutato candidato sindaco a Forlì.

Che dire, un “usato sicuro” valido sia per la sinistra meldolese che per quella forlivese, ma che induce alla considerazione che a Forlì per la sua frammentarietà divisiva la sinistra sia davvero messa male, se adesso nell’eventuale pensiero di ricorrere ad un candidato migrante da Meldola, vivendo bizzarramente la stessa condizione del centrodestra, quando nel ’19 candidò Gian Luca Zattini, sindaco meldolese appena dismesso. Come non bastasse, lo stesso Zattini, non più ricandidabile e certamente non dimentico della scarsa affidabilità nei suoi confronti del centrodestra forlivese, sarebbe disponibile a sostenere la candidatura del piacione e accomodante Cavallucci, sentendolo prossimo alla sua visione moderata della politica: che sia la conferma quanto la vendetta sia un piattino da servire freddo e senza fretta?

Il quadro meldolese delle manovre per le prossima tornata elettorale si completa con la sempre più crescente voce circa la futura candidatura a sindaco per il centrodestra di Giuseppe Petetta, meldolese di nascita e residenza, già due volte assessore a Forlì nella giunta Zattini. Sarebbe il ritorno politico a casa di chi, oltre che noto per la sua proverbiale laconicità, una parola è poco e due sono troppe perché contano solo i risultati, gode della stima e considerazione dei meldolesi, anche per la disponibilità all’ascolto e la volontà di garantire gli impegni assunti, sempre nel rispetto imprescindibile delle priorità. Anche su questa candidatura di Petetta si dice aleggiare la longa manus, diplomatica e tessitrice, di Gian Luca Zattini.

Un aggiornamento s’impone per Predappio. La sinistra locale, non disponendo di nomi persuasivi del consenso, pare, al momento, sollecitare la candidatura a sindaco di Mario Proli, giornalista e scrittore di preziosa caratura, funzionario dirigente di servizio presso il Comune di Forlì e, soprattutto, già assessore predappiese alla cultura, rivelando sapere, competenze ed esperienza, da tempo gravemente assenti negli omologhi assessori degli ultimi tempi. Un nome certamente di grande affidabilità.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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