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Il filocomunismo cubano fa la questua a Roma

Di Franco D'Emilio Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 18 aprile 2026
Il filocomunismo cubano fa la questua a Roma

Oggi, sabato 18 aprile, inaspettata e organizzatissima raccolta di aiuti pro Cuba all’ingresso e all’uscita dei supermercati romani del gruppo Coop, il sistema cooperativo rosso, “Falce e carrello” nella efficace e mordace definizione del caro, coraggioso Bernardo Caprotti, l’imprenditore fondatore nel 1957 di Esselunga, prima catena italiana di supermercati. Sono andato apposta a curiosare sul nuovo capitombolo comunista, ancora incredulo che Cuba, stato socialista a partito unico ovvero il Partito Comunista Cubano, fosse così alla frutta, addirittura col culo a terra da chiedere disperatamente aiuto agli, ormai, pseudocompagni del sistema cooperativistico-capitalista italiano.

Compagni che, da tempo, hanno gettato alle ortiche falce, martello e bandiere rosse, hanno svenduto ovunque, pure a Forlì, case del popolo e sedi di partito, infine flirtano con banchieri, gruppi di potere, associazioni massoniche e paramassoniche. Sicuramente, però, ex compagni di sicuro aiuto per uscire dal miserevole sprofondo comunista di Cuba. Dunque, all’ingresso giovani con pettorina filocubana distribuivano un volantino con l’elenco di quanto necessario (prodotti di prima necessità, materiali parafarmaceutici, prodotti per l’igiene della casa, scatolame di cibi vari), altri, vigili cerberi all’uscita, raccoglievano le donazioni, in verità poche.

Uno dei cerberi, incauto sbarbatello sognatore, ostentava una nostalgica, anacronistica e fuori luogo maglietta rossa, davanti l’effige del Che Guevara, dietro l’esaltante motto “Hasta la victoria sempre”. Le solite Cgil, Anpi e Arci i soggetti organizzatori della caritatevole iniziativa: gli stessi spesso in corteo in appoggio agli irriducibili balordi dei centri sociali di sinistra. Così, l’ennesimo fiasco di una dittatura comunista, ora col cappello in mano.

Solo cedendo alla pietà e alla comprensione, tanto vive nelle persone anziane, tra le quali mi annoverò quale “diversamente giovane”, mi sono lasciato andare ad un’offerta in danaro. La vita e, soprattutto, la storia sono ruote che girano, oh come girano! Basta saper aspettare e il bene o, perlomeno, il meno peggio vince sempre, prima o poi, sul male, sul tanto peggio, compreso il falso sogno comunista cubano.

E a Forlì? E’ prossimo il 25 Aprile, Festa della Liberazione: perché accanto alla solita liturgia antifascista non aggiungere anche l’auspicio della caduta di tutte le dittature e democrature comuniste nel mondo?

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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