Il vino delle colline nostrane, i prodotti tipici della terra, l’artigianato locale, la musica e la cultura popolare romagnola saranno i grandi protagonisti del fine settimana in centro storico a Forlì con la Festa dell’Uva. L’appuntamento, pensato per valorizzare le eccellenze del territorio e rendere Piazza Cavour un luogo di incontro e partecipazione, prenderà il via sabato 3 ottobre dalle ore 16,00 per proseguire poi domenica 4 ottobre a partire dalle ore 14,00.
Cuore battente della Festa dell’Uva sarà il percorso dedicato al vino, che vedrà la presenza di numerose cantine e produttori locali pronti a presentare direttamente al pubblico le proprie bottiglie, con la possibilità di acquistare le produzioni presenti e partecipare a degustazioni guidate con sommelier curate da Luca Cammarata della Drogheria Assetati. Accanto al circuito enologico non mancherà l’area dedicata alla gastronomia e alla tradizione, con stand di salumi, formaggi, prodotti agricoli e specialità di stagione come porcini fritti, risotto alla zucca e Trebbiano, focaccia all’uva, scroccadenti e ciambellone romagnolo servito con crema pasticcera e saba.
Durante il weekend il pubblico potrà anche cimentarsi in prima persona con i laboratori pratici a numero chiuso e su prenotazione, dedicati alla preparazione della piadina e dei cappelletti, alle tecniche di ricamo e uncinetto o all’acquerello artistico realizzato utilizzando il vino come vero e proprio elemento pittorico. L’atmosfera in piazza sarà costantemente animata dalla musica e dai balli tradizionali, tra esibizioni di polka e mazurca, gli spettacoli mozzafiato degli Sciucaren con le fruste a cura di New Dance Club e Diavoli della Frusta, la musica dei Cantastorie di Romagna la sera di sabato e il DJ set di B-Side la domenica, il tutto accompagnato dalla presentazione dell’immancabile Sgabanaza.
Tra i momenti di approfondimento culturale spicca infine il talk “La Romagna (non) esiste! – da che parte stai, te s’a dit?”, un divertente confronto aperto al pubblico sull’identità romagnola che vedrà protagonisti Umberto Pasqui e Fabrizio Caveja, oltre a una mostra fotografica e naturalistica focalizzata sulla flora e sulla fauna dell’Appennino romagnolo.