Si preannuncia un autunno caldo sul fronte del trasporto pubblico locale in Romagna. L’ipotesi di un taglio ai chilometri di servizio a partire dal 2027, avanzata dal presidente di Start Romagna Andrea Corsini a causa dell’impennata dei costi del carburante (passati da 8 a oltre 10 milioni di euro), ha subito scatenato forti reazioni politiche. Se a novembre è stato fissato un tavolo di confronto con gli enti soci per cercare soluzioni alternative prima di arrivare alla cancellazione delle corse, da Forlì si solleva la ferma opposizione di Forza Italia.
Con una nota congiunta dei propri organi dirigenti, gli azzurri forlivesi chiedono di scongiurare qualsiasi riduzione dei servizi, ricordando come gli utenti abbiano già subito recenti rincari. “I fruitori del servizio a Forlì hanno visto salire il prezzo del biglietto da 1,30 a 2,00 euro con l’ultimo rincaro del 1° giugno 2026. È inaccettabile che ora si prospetti persino il taglio delle corse. Questa doppia stangata colpirebbe le fasce più deboli: pendolari, studenti, pensionati e cittadini senza patente“, si legge nel comunicato.
Forza Italia punta il dito contro la gestione della Regione Emilia-Romagna guidata dal centrosinistra, accusando la giunta de Pascale di far ricadere i costi sulle tasche dei contribuenti anziché ottimizzare la spesa. Tra le priorità indicate dal partito figurano il contrasto all’evasione tariffaria e una maggiore tutela del personale di bordo, citando anche i recenti episodi di aggressione ai danni dei controllori.
L’invito rivolto alla Regione è quello di destinare risorse proprie del bilancio per integrare il finanziamento del TPL e rinnovare i mezzi, prendendo a modello altre amministrazioni regionali: “Anziché addossare ogni responsabilità al Governo, la giunta di centrosinistra prenda esempio dalla Lombardia, che integra strutturalmente il sistema dei trasporti anticipando risorse e stanziando agevolazioni dirette per i cittadini“.