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Sabato 24 ottobre disordini a Forlì?

Di Franco D'Emilio Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 20 ottobre 2026
Sabato 24 ottobre disordini a Forlì?

Sono stato raggiunto da un messaggio vocale, ricevuto e giratomi da un caro amico forlivese, ex appartenente ad una Forza di Polizia, premuroso e preoccupato che la sua città possa vivere il terrore e la devastazione dello scorso fine settimana nelle principali città italiane, da Torino a Milano, da Bologna a Roma.

È il messaggio di una donna, una madre, quasi in angoscia che la giovane figlia possa finire travolta assieme ai compagni di scuola nel giro di insensata violenza, ad opera di teppaglia criminale e spavaldi “maranza”, manovalanza della esplosiva miscela di sinistra estremista, anarchismo, centri sociali, sostenuti dall’indulgenza giustificatrice del sinistro “campo largo”.

Il messaggio informa che sabato prossimo, 24 ottobre, un cospicuo gruppo, si parla di circa 500 persone, tra le quali molti giovani di seconda generazione, come usasi dire, ovvero figli di immigrati extracomunitari, nati in Italia, ma riottosi ad integrarsi, si preparerebbe a promuovere e animare disordini nel centro di Forlì, a partire da piazza Saffi. Come risulta, sempre da alcune chat, così riferisce nel suo messaggio la madre forlivese, tutto si sta approntando da parte dei possibili, sconsiderati protagonisti di simile, angosciante e miserabile prodezza.

L’armamentario e il vigliacco travisamento, entrambi tipici dei teppisti e maranza, sono già pronti: passamontagna, spranghe, forse coltelli e, perché no, numerosi botti e bombe carta. Non solo, in chat girerebbe addirittura una lista di ragazze da “importunare”, diciamo così. Mi auguro che si accresca il massimo della vigilanza, si rafforzi ogni dispositivo per la sicurezza cittadina.

Qualunque disordine, espressione di violenza e aggressione a Forlì, dovesse manifestarsi va subito represso e punito, senza se e senza ma: al momento non si può dar spazio a tanta saputa, ma inutile sociologia e psicologia di facile accatto, interpretativa di quanto è soltanto delinquenza organizzata. Incrociamo le dita, ma vigiliamo: ancora di più vigilino e s’approntino le Forze di Polizia, alle quali va la riconoscenza per il loro ruolo di custodi della serenità sociale.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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