L’Azienda Usl della Romagna replica oggi alle dichiarazioni di esponenti di Forza Italia in Romagna sulle presunte difficoltà di prenotazione dell’ecocolordoppler dei tronchi sovraortici a Forlì. A firmare la nota è Francesco Sintoni, direttore del Distretto sanitario di Forlì e direttore ad interim del presidio ospedaliero “Morgagni-Pierantoni”, che definisce falsa l’affermazione secondo cui non sarebbe possibile ottenere un appuntamento “nemmeno per il 2027”, con il cittadino costretto a rivolgersi al privato pagando tra gli 80 e i 100 euro.
Secondo l’Ausl, la verifica è alla portata di chiunque con una telefonata al CUP, e il fatto che un’affermazione del genere arrivi da chi ricopre un ruolo istituzionale, senza un confronto preventivo con l’Azienda, alimenta un allarmismo ingiustificato che rischia di danneggiare soprattutto i cittadini più fragili.
Per dimostrarlo, la Direzione ha reso note le disponibilità del CUP alla data di oggi, lunedì 5 ottobre, per un ecocolordoppler dei tronchi sovraortici prescritto in classe D, quella delle prestazioni differibili con erogazione prevista entro 60 giorni, in regime di Servizio sanitario nazionale. Il primo posto libero nell’ambito territoriale di Forlì è dopodomani, mercoledì 7 ottobre, alle Terme di Sant’Agnese. Seguono giovedì 8 ottobre la disponibilità di Fisiomedic e venerdì 9 ottobre quella di Columbus, che ha un’ulteriore data il 3 dicembre. All’ospedale “Infermi” di Rimini il primo appuntamento utile è invece il 29 dicembre.
Sintoni richiama poi la normativa nazionale, che prevede la garanzia dei tempi di attesa all’interno dell’ambito territoriale di riferimento, attraverso la rete integrata delle strutture pubbliche e del privato accreditato convenzionato con il Ssn. Le strutture private accreditate, precisa, non vanno confuse con la sanità a pagamento: fanno parte a pieno titolo dell’offerta pubblica, operano con gli stessi standard, la stessa impegnativa e le stesse regole sul ticket. Parlare di costi tra gli 80 e i 100 euro significherebbe quindi, secondo l’Ausl, confondere il convenzionato con le prestazioni libero-professionali e fornire una rappresentazione fuorviante.
Il direttore chiarisce anche il caso in cui il cittadino chieda una sede specifica, come l’ospedale “Morgagni-Pierantoni” di Forlì: l’eventuale attesa più lunga è frutto di una libera e legittima preferenza dell’utente e non di una carenza del sistema. Presentare la prima data disponibile in ospedale come se fosse l’unica possibilità, afferma, equivale a costruire una notizia che non esiste.
La nota riconosce comunque che il governo dei tempi di attesa è un tema serio, che l’azienda non ha mai sottovalutato. Esistono criticità note in alcune discipline, dipendenti anche da fattori di sistema che richiedono interventi strutturali a più livelli: la programmazione del fabbisogno, la disponibilità di specialisti sul mercato del lavoro, gli investimenti nei rinnovi contrattuali e l’eliminazione dei tetti e dei contingentamenti sulle assunzioni imposti per legge. Per questo, conclude Sintoni, il tema merita rispetto e dati verificati, non slogan. L’azienda resta a disposizione di chiunque, rappresentanti istituzionali compresi, voglia conoscere i numeri reali prima di commentarli.