Prosegue a Forlì l’undicesima edizione di Musica delle Passioni, il percorso culturale che quest’anno affronta il tema dell’Apocalisse come chiave di lettura del presente. Il secondo appuntamento è in programma sabato 24 ottobre alle ore 16,30 nella Sala Campostrino, con protagonista il filosofo e critico d’arte Federico Ferrari, docente all’Accademia di Belle Arti di Brera.
L’incontro, intitolato “Disarmate profezie”, prende spunto da una celebre affermazione contenuta nel Principe di Machiavelli: «Tutti e’ profeti armati vinsono, e li disarmati ruinorono». Una riflessione che conduce al significato più profondo della profezia e del linguaggio apocalittico, spesso ridotto nell’immaginario comune alla sola idea di catastrofe.
Federico Ferrari proporrà una lettura diversa dell’Apocalisse, intesa innanzitutto come rivelazione e disvelamento. In questa prospettiva, profezia e apocalisse non sarebbero strumenti per predire il futuro, ma modalità per interpretare il presente, strappando il velo che lo nasconde e rendendo visibili le dinamiche che lo attraversano.
Al centro dell’intervento anche una riflessione sull’attualità. Secondo Ferrari, il potere contemporaneo avrebbe assimilato il linguaggio della fine, trasformandolo in una condizione permanente fatta di guerre, debiti, controllo e paure. Di fronte a questo scenario, la “profezia disarmata” non rappresenterebbe una rinuncia, ma un gesto capace di introdurre uno sguardo diverso e di restituire alla fine il carattere di un possibile nuovo inizio.
A dialogare con le parole del filosofo sarà la musica, affidata al soprano Marina Maroncelli e all’arpista Morgana Rudan, che eseguiranno composizioni di Benjamin Britten, Paul Hindemith e John Cage, offrendo un contrappunto sonoro alle suggestioni del pomeriggio.
L’appuntamento si inserisce nel cartellone di Musica delle Passioni, rassegna che intreccia filosofia, arti e musica per interrogare i grandi temi del nostro tempo e stimolare una riflessione condivisa sul significato dell’esperienza contemporanea.