La Pro Loco San Martèn propone una serata dedicata al dialetto romagnolo e alle tradizioni locali. Venerdì 23 ottobre, alle ore 21,30, nella sala parrocchiale “Stefano Garavini” di San Martino in Villafranca in via Lughese 135 a Forlì, sarà presentato il nuovo libro di Elio Ruffilli, “Al bujêdi d’ Magalòt”. L’ingresso è libero e l’iniziativa si terrà al termine della cena sociale organizzata dall’associazione.
L’incontro rientra nel programma di avvicinamento alla decima edizione della rassegna teatrale dialettale “Quatar sbacarêdi cun e’ nòstar dialet”, curata da Gilberto Laghi, che prenderà il via l’8 novembre con un calendario di dieci appuntamenti. La serata sarà coordinata dalla presidente della Pro Loco San Martèn, Patrizia Carpi, insieme a Gabriele Zelli, e sarà accompagnata dagli interventi musicali di Roberto “Bomber” Ruffilli.
Alla soglia degli ottant’anni, Elio Ruffilli, conosciuto da tutti come Magalòt, ha raccolto in questo volume una nuova serie di zirudelle in dialetto romagnolo di San Martino in Villafranca. I componimenti evocano il mondo contadino delle origini, personaggi realmente conosciuti dall’autore e momenti di vita condivisi con amici e familiari. Tra ricorrenze, aneddoti, occasioni conviviali e passioni sportive, emerge il ritratto autentico di una comunità e di un modo di vivere che continua a essere custodito attraverso la lingua locale.
Elio Ruffilli è già autore di diverse pubblicazioni dedicate all’umorismo e alla tradizione popolare, tra cui Al Dismari d’ Magalòt e Al biscarédi d’ Magalòt, oltre a tre raccolte di barzellette in italiano con battuta finale riproposta in dialetto romagnolo. Un lavoro che negli anni ha contribuito a valorizzare una lingua capace di conservare sfumature e ironia difficilmente traducibili.
«La Pro Loco San Martèn – sottolinea Patrizia Carpi – oltre alla tutela delle tradizioni legate al territorio, è impegnata da tempo nella valorizzazione del dialetto come elemento fondamentale della nostra identità culturale. La rassegna teatrale e appuntamenti come quello con Elio Ruffilli rappresentano strumenti importanti per mantenere viva questa eredità».