La stretta ai criteri di accesso e assegnazione delle case popolari in Emilia-Romagna è finita nel mirino della Lega. In una nota diffusa oggi, il deputato Jacopo Morrone, segretario della Lega Romagna, attacca la Regione, accusandola di aver messo a punto un regolamento che, a suo giudizio, penalizza le famiglie residenti da tempo sul territorio a vantaggio di chi è arrivato da poco. Le nuove linee guida sono state approvate dalla Giunta regionale, guidata dal presidente Michele De Pascale, e a breve passeranno al voto dell’Assemblea legislativa.
Secondo Morrone, le modifiche renderebbero più facile l’accesso agli alloggi per i cittadini extracomunitari titolari di un permesso di soggiorno biennale, a cui non verrebbe più richiesto, come avviene oggi, di svolgere un’attività lavorativa o di partecipare a percorsi di inserimento lavorativo per mantenere la casa. Allo stesso tempo, sostiene il segretario del Carroccio, chi è già in graduatoria vedrebbe di fatto azzerati i punteggi aggiuntivi legati all’anzianità di residenza e all’attività lavorativa svolta. Una scelta che, nelle parole dell’esponente leghista, discriminerebbe chi è radicato da anni nella comunità e ha contribuito con il proprio lavoro.
Morrone rivendica le critiche mosse dalla Lega in questi mesi e lamenta che la maggioranza di centrosinistra non abbia accolto le richieste dell’opposizione: da amministratori lungimiranti, afferma, ci si sarebbe aspettati un ripensamento, che invece non c’è stato. Il segretario della Lega Romagna parla di scarsa attenzione verso le famiglie italiane in difficoltà, che a suo avviso sarebbero le più penalizzate dal provvedimento.
A sostegno della posizione del partito, Morrone cita i dati forniti dal gruppo Lega in Regione: secondo questi numeri, i cittadini stranieri, pur rappresentando il 12,9% della popolazione dell’Emilia-Romagna, utilizzerebbero il 30% del welfare regionale e occuperebbero il 30,7% degli alloggi popolari. Da qui la conclusione del deputato, che definisce la situazione una disparità di trattamento ingiustificata.