Sono 18.020 gli ingressi programmati dalle imprese delle province di Forlì-Cesena e Rimini nell’ultimo trimestre dell’anno. È quanto emerge dalle previsioni occupazionali diffuse dalla Camera di commercio della Romagna sulla base delle elaborazioni del sistema Excelsior, che fotografa periodicamente il fabbisogno di personale delle aziende del territorio.
Per il solo mese di ottobre le entrate previste sono 7.830, delle quali 4.310 in provincia di Forlì-Cesena e 3.520 nel Riminese. Un dato che conferma la vivacità del mercato del lavoro romagnolo e rappresenta oltre il 17% delle assunzioni previste in Emilia-Romagna.
Nel Forlivese e nel Cesenate gli ingressi programmati per l’intero trimestre raggiungono quota 9.990. A trainare la domanda di lavoro sono soprattutto il comparto turistico e della ristorazione, che concentra il 18% delle richieste, seguito dal commercio (16%) e dai servizi alla persona (10%). Segnali positivi arrivano anche dall’industria alimentare e dal settore meccanico ed elettronico.
Tra le professioni più ricercate spiccano gli addetti alle attività ricettive e della ristorazione, con 630 ingressi previsti nel mese, mentre la crescita più significativa riguarda gli operai specializzati delle lavorazioni alimentari, del legno, del tessile e dell’abbigliamento.
La maggior parte delle assunzioni si concentra nel settore dei servizi, che assorbe quasi il 58% delle opportunità, e nelle micro e piccole imprese, responsabili del 56% delle entrate previste. Continua inoltre a prevalere il contratto a termine, che rappresenta l’83% delle assunzioni programmate, contro il 17% di rapporti stabili.
Per quanto riguarda i profili richiesti, oltre un quarto delle opportunità è destinato ai giovani under 30, mentre quasi un’assunzione su tre riguarda lavoratori stranieri. Il diploma di scuola secondaria resta il titolo di studio più richiesto, ma una quota significativa delle posizioni è rivolta anche a candidati con laurea o formazione tecnica superiore.
Resta però elevata la difficoltà di reperire personale adeguato: quasi una posizione su due risulta difficile da coprire, principalmente per carenza di candidati disponibili o per competenze non pienamente rispondenti alle esigenze delle imprese.
Focus sulle nuove imprese
Le startup e le nuove attività imprenditoriali confermano una particolare attenzione verso giovani e professionalità qualificate. A livello nazionale, quasi il 29% delle assunzioni previste riguarda candidati tra 18 e 29 anni, percentuale che sale ulteriormente nelle imprese fondate da under 35.
Il terziario continua a rappresentare il principale motore della domanda di lavoro, con servizi alle imprese e turismo in prima linea. Cresce inoltre il peso delle professioni ad alta qualificazione, soprattutto nelle regioni del Centro-Nord, tra cui l’Emilia-Romagna.
Accanto alle competenze tecniche, assumono un ruolo sempre più decisivo le cosiddette soft skills. Le aziende cercano infatti figure capaci di adattarsi ai cambiamenti, con sensibilità ai temi della sostenibilità ambientale e una crescente familiarità con gli strumenti digitali.
Uno scenario che conferma come il mercato del lavoro stia premiando sempre più flessibilità, formazione e aggiornamento continuo, caratteristiche considerate strategiche per affrontare le trasformazioni in atto nel mondo delle imprese.