A Forlì quarantanove biciclette ridotte a scheletri di metallo, private di ruote, selle e catene, sono state rimosse ieri mattina dal centro storico e dall’area della stazione ferroviaria. È il bilancio dell’ultimo intervento della polizia locale nell’ambito del progetto “Riuso Bici”, che da anni tiene sotto controllo i punti della città dove il fenomeno dell’abbandono dei velocipedi è più diffuso.
Il pattugliamento, condotto con il supporto operativo del servizio “Agile” di Fmi, si concentra periodicamente nelle zone più critiche, dove le due ruote lasciate a se stesse finiscono per accumularsi ai margini di strade e piazze, contribuendo al degrado urbano. Avviato alla fine del 2020, il progetto si basa sull’articolo 31 del Regolamento di Polizia Urbana, che disciplina la sosta dei veicoli e ne contrasta l’abbandono.
A rendere l’iniziativa particolarmente significativa è però il suo secondo obiettivo, altrettanto centrale: dare nuova vita a ciò che sembrerebbe destinato alla discarica. Attraverso la sinergia con il progetto comunale “Maglia Rosa”, infatti, i rottami recuperati non vengono smaltiti ma consegnati all’omonima associazione no-profit.
Nel laboratorio di Corso Mazzini 124, le biciclette abbandonate vengono riparate e rigenerate, per poi tornare sul mercato come usato garantito e solidale. Un modello che coniuga il presidio del territorio con l’economia circolare, trasformando lo scarto in risorsa e opponendosi, passo dopo passo, alla cultura dell’usa e getta.