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Da “Scipione l’Africano” alla Forlì di Zattini: l’orologio anacronistico che fa ridere due volte

Di Franco D'Emilio Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 23 settembre 2026
Da “Scipione l’Africano” alla Forlì di Zattini: l’orologio anacronistico che fa ridere due volte

Pensavo fosse tutto finito e sopra la recente farsa risorgimentale a Forlì si potesse mettere una pietra tombale, magari con l’orazione funebre ad opera dell’assessore Kevin Bravi, celebrante di corte Zattini, già autore di un fatuo, inutile panegirico dell’inconsistente celebrazione storica cittadina. Invece no, ieri sera in una telefonata la rivelazione di un altro pasticcio risorgimentale, chiamiamolo pure colossale svista, sfuggita ai più, ma, caso ha voluto, non agli occhi attenti dell’amico e da anni mio medico oculista, tanto appassionato di storia e storielle dell’umanità.

Nella forlivese via delle Torri, scenario di storia ottocentesca, il nostro valente oculista e, soprattutto, attendibile fonte ha notato un figurante, la cui manica appena giusta del costume lasciava intravedere un orologio da polso, precisamente uno smartwatch della celeberrima mela USA morsicata. Incredibile, a Forlì un patriota risorgimentale con l’orologio al polso! Che svista, quale cantonata, che anacronismo per una ricostruzione storica!

Tanto più considerando come l’orologio da polso, la cui invenzione a Ginevra risale al 1868, ad opera del rifugiato polacco Philippe Patek, sia divenuto di uso diffusamente popolare, anche perché di prezzo accessibile, solo dopo la Prima Guerra Mondiale. Qualcuno dirà che sto a guardare il capello, il peluzzo che nulla toglie al valore di una rievocazione, eppure non posso che ridere di gusto, pure perché sollecitato da un celebre, tragicomico precedente storico, sempre italiano.

Come evitare, infatti, che la memoria richiami l’analoga cantonata di “Scipione l’Africano”, film diretto nel 1937 dal regista Carmine Gallone e primo grande kolossal cinematografico fascista, interamente realizzato negli stabilimenti di Cinecittà? Memorabile, al riguardo, il fotogramma di quella pellicola con la sventatezza di un legionario romano con l’orologio al polso! Vero errore cult, degno di Blob, programma satirico Rai. Dunque, è già successo 89 anni fa nella Roma fascista e si è ripetuto adesso nella Forlì zattiniana.

Che tutto questo confermi la teoria dei corsi e ricorsi storici del filosofo Giambattista Vico? Chissà, però certamente è cosa che fa ridere di gusto il patriota risorgimentale forlivese, già nel sogno, perché no, della grande mela americana.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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