È stata un colossale fiasco, solo degna di fischi e lazzi la rievocazione risorgimentale di questi giorni a Forlì. Il sindaco Zattini era convinto di fare bella figura con questa manifestazione rievocativa, a suo dire senza pari, invece ha dimostrato di non essere neppure in grado di giocare ai soldatini. La grande partecipazione di pubblico è mancata, solamente un bufala le trionfalistiche dichiarazioni comunali al riguardo.
Pochi i figuranti, spesso risicato e discutibile sul piano della datazione storica il loro equipaggiamento. Capisco e ammiro la loro disponibilità, ma hanno fatto davvero la figura cacina di “scappati di casa”, spinti a tuffarsi a vanvera nella storia, quasi fossero pesci fuor d’acqua. Quella forlivese, quindi, una celebrazione risorgimentale in braghe di tela, tale da stupire soltanto gli sprovveduti: sarebbe bastato telefonare ad una guardaroberia storica fiorentina o romana, magari quella di Cinecittà, per evitare lo spettacolo anticipato di misere maschere carnevalesche.
Non basta. Tanto rilevante fiasco, adesso inevitabilmente bersaglio di sberleffi, pare sia costato più di 80 mila euro ed ha del tutto escluso noti collezionisti e apprezzati gruppi storici rievocativi del nostro territorio. Addirittura, da Ancona sono giunti i “soldatini sanculotti” di Zattini, li chiamo così per significare quanto fossero storicamente male in arnese, dunque poco attendibili; gira, poi, voce che tale partecipazione anconetana sia stata soprattutto assecondata dalla lista civica del sindaco assieme ad esponenti massonici forlivesi, culo e camicia con i più importanti fratelli di Ancona.
Nel frattempo, sfoglio l’album fotografico della celebrazione risorgimentale, dal quale scelgo lo scatto di Piazza Saffi con un po’ di panche, qualche bandiera moscia senza alito di vento risorgimentale e pochi forlivesi, non si capisce di cosa visitatori e spettatori. Alla prossima!
Franco D’Emilio