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Aggredito dopo il rimprovero: notte di violenza a Santa Sofia

Di Staff 4live Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 27 settembre 2026
Aggredito dopo il rimprovero: notte di violenza a Santa Sofia

Calci e pugni dopo aver rimproverato un gruppo di ragazzini che stava danneggiando alcune auto parcheggiate. È finita in ospedale la serata di un 30enne di Santa Sofia, aggredito nella notte tra sabato e domenica al termine della festa organizzata alla Sala Milleluci, nel Parco fluviale. Il giovane, dopo aver trascorso la serata all’evento, stava tornando a casa quando avrebbe notato alcuni ragazzini all’interno di un parcheggio intenti a danneggiare le auto in sosta. A quel punto li avrebbe rimproverati. Ne sarebbe nata una discussione degenerata rapidamente nell’aggressione.

Il 30enne sarebbe stato colpito con calci e pugni prima che il gruppo si allontanasse facendo perdere le proprie tracce. Soccorso dopo l’aggressione, è stato trasportato al pronto soccorso dell’ospedale di Forlì, dove è stato sottoposto alle cure del caso. Ha riportato diversi traumi e lesioni, prima di fare rientro a casa.

Sull’episodio stanno indagando i carabinieri, impegnati a ricostruire la dinamica e a identificare gli aggressori. Un elemento utile agli accertamenti potrebbe arrivare dalle immagini delle numerose telecamere presenti nella zona.
La vicenda ha suscitato la reazione della sindaca di Santa Sofia Ilaria Marianini. «Quello che è accaduto è grave e richiede risposte», afferma la prima cittadina, che spiega di essere in contatto con la persona aggredita e con la sua famiglia. «Grazie anche alla presenza di diverse telecamere sarà possibile fornire elementi utili per individuare i responsabili».

Per Marianini, però, il problema va oltre il singolo episodio. «Da tempo, ai tavoli in Prefettura e nel confronto con le Forze dell’Ordine, chiediamo per Santa Sofia e per tutta la vallata del Bidente un’attenzione diversa. Perché qualcosa continua a non funzionare». La sindaca chiede quindi «più presenza, più controlli e un’azione che intervenga prima che le situazioni degenerino».

E aggiunge: «La sicurezza non può consistere soltanto nel ricostruire cosa è successo dopo: dobbiamo lavorare perché certe situazioni vengano intercettate e affrontate alla loro origine». Il Comune, conclude Marianini, farà la propria parte, ma serve «un impegno forte e coordinato di tutte le istituzioni», a partire dallo Stato, affinché venga affrontato il disagio che il territorio continua a segnalare.

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