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Dalla Capitale della Cultura alla Capitale del Volontariato: la nuova sfida di Forlì

Di Staff 4live Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 20 agosto 2026
Dalla Capitale della Cultura alla Capitale del Volontariato: la nuova sfida di Forlì

L’esperienza della candidatura di Forlì a Capitale italiana della Cultura 2028 potrebbe non esaurirsi con l’esclusione dalla corsa finale. La città, arrivata tra le dieci finaliste, potrebbe infatti ripartire da quel percorso per costruire una nuova candidatura, questa volta a Capitale italiana del Volontariato.

La proposta arriva dall’Associazione Dino Amadori, secondo cui il lavoro sviluppato negli ultimi mesi in termini di relazioni, partecipazione e progettualità rappresenta un patrimonio da non disperdere. L’idea è quindi quella di utilizzare quanto costruito con la candidatura culturale come base per valorizzare un altro elemento considerato caratterizzante del territorio: il volontariato, insieme alla solidarietà e alla capacità della comunità di prendersi cura degli altri.

Non una sorta di candidatura “di ripiego”, sottolinea l’associazione, ma un progetto autonomo che potrebbe mettere al centro una storia profondamente radicata a Forlì e in Romagna. Tra i riferimenti individuati c’è naturalmente la figura del professor Dino Amadori, protagonista di un’esperienza nella quale il volontariato è stato strettamente collegato ad assistenza, prevenzione, sanità e ricerca. Da quella visione nacque l’Istituto Oncologico Romagnolo e, nel corso degli anni, si sviluppò una rete di collaborazione tra volontariato, mondo sanitario, ricerca scientifica e istituzioni.

Un percorso che ha contribuito anche alla nascita e alla crescita dell’attuale Irst Irccs “Dino Amadori” di Meldola, diventato uno dei simboli di quel modello romagnolo nel quale il volontariato si è intrecciato con l’innovazione sanitaria e scientifica.

Secondo l’Associazione Dino Amadori, questa storia potrebbe oggi essere messa in relazione con il più ampio patrimonio rappresentato dalle associazioni e dalle realtà del Terzo Settore presenti a Forlì e in Romagna. L’obiettivo sarebbe quello di coinvolgere istituzioni, associazioni, Terzo Settore e cittadini nella costruzione di un progetto condiviso.

L’associazione si dice pronta a mettere a disposizione la propria esperienza e la propria storia, favorendo il confronto con le realtà interessate. La proposta, dunque, è di avviare un percorso in vista della prima edizione utile della Capitale italiana del Volontariato, facendo della candidatura a Capitale della Cultura non un punto di arrivo, ma una base dalla quale partire per una nuova sfida.

Un progetto che, nelle intenzioni dei promotori, dovrebbe appartenere all’intera comunità e non a una singola organizzazione. Il punto di partenza, in questo caso, sarebbe una convinzione precisa: il volontariato è parte della cultura di un territorio e a Forlì, secondo l’Associazione Dino Amadori, questa cultura ha radici profonde.

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Lo Staff comprende tutti i membri di 4live. Attivo fin dalla nascita di 4live (01.07.2011) ha lo scopo di comunicare tutte le informazioni e novità relative al nostro progetto.

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