Sauro Turroni, consigliere federale nazionale di Europa Verde-Verdi, interviene nel dibattito sulla gestione delle risorse idriche in Romagna criticando quella che definisce la “propaganda” che, a suo giudizio, accompagna ogni discussione sulla diga di Ridracoli e sui progetti di nuovi prelievi dai corsi d’acqua del territorio.
Secondo Turroni, le attuali preoccupazioni legate alla disponibilità d’acqua, aggravate dagli effetti del cambiamento climatico, affondano le radici nelle scelte compiute decenni fa, quando il sistema di Ridracoli venne progettato per servire un bacino di utenza sempre più ampio. L’esponente dei Verdi sostiene che, rispetto ai 17 Comuni inizialmente previsti, la rete sia stata progressivamente estesa fino a coinvolgere circa cinquanta comuni e oltre un milione di residenti, oltre alle presenze turistiche.
Nel suo intervento, Turroni contesta anche alcune delle previsioni formulate durante la realizzazione dell’infrastruttura. In particolare, afferma che non si sarebbe verificata la prevista riduzione dell’utilizzo dei pozzi, che, a suo dire, continuano invece a essere sfruttati. Richiama inoltre dati che attribuisce ai documenti ufficiali di Romagna Acque, secondo i quali una parte significativa dell’acqua distribuita proverrebbe ancora dal Canale Emiliano Romagnolo (CER), dal Lamone e dai pozzi, e non esclusivamente dall’invaso di Ridracoli.
L’esponente di Europa Verde critica inoltre l’ipotesi di nuovi sistemi di captazione dai fiumi Rabbi e Bidente, tornata al centro del dibattito negli ultimi mesi. A suo avviso, invece di incrementare i prelievi, sarebbe necessario puntare con decisione sulla riduzione dei consumi, sul contenimento degli sprechi e delle perdite della rete idrica.
Nel documento, Turroni si chiede inoltre se il modello economico di Romagna Acque, basato sulla vendita della risorsa idrica e sulla distribuzione di dividendi agli enti soci, possa incidere sulle strategie dell’azienda, auspicando comunque interventi concreti orientati al risparmio idrico.
In conclusione, il rappresentante di Europa Verde invita ad abbandonare, a suo dire, la “propaganda” che accompagna il dibattito sulla diga di Ridracoli e a pianificare politiche di lungo periodo per affrontare gli effetti della crisi climatica. Tra le possibili soluzioni indica anche la necessità di investire, in prospettiva, in grandi impianti per la potabilizzazione dell’acqua di mare, ritenuta da Turroni una delle risposte strutturali alla progressiva diminuzione delle precipitazioni.