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Quando la tradizione repubblicana finisce in operetta

Di Franco D'Emilio Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 10 giugno 2026
Quando la tradizione repubblicana finisce in operetta

Sotto l’ombrellone al mare della Maremma, dinanzi il profilo inconfondibile dell’Isola del Giglio, mi ha raggiunto la notizia della protesta della minoranza repubblicana, sconfitta pesantemente al recente Congresso della Consociazione Forlivese del PRI dalla bulgara maggioranza ascaroraccagnana, così dal nome della gentile signora, politicamente ondivaga in cerca di onori e caparbia ispiratrice di un repubblicanesimo locale alla “Io, Poldo e Baffino”, però tanto avido di potere locale, seppur soltanto le briciole.

Mi viene da ridere al pensiero di questa litigiosità repubblicana post congressuale che sa di grossolana operetta da due soldi. Quanta ironia nell’apprendere i miserevoli colpi di tosse delle pulci repubblicane forlivesi proprio nella terra natale di Randolfo Pacciardi, glorioso esponente dell’autentico PRI, del quale più volte memorabile segretario nazionale.

Però, così va il mondo, quello repubblicano compreso, ovvero dalle stelle alle stalle, quindi in vacca, come si usa dire quando gli esiti di un avvenimento, di un confronto tradiscono le attese di correttezza, di trasparenza cristallina, in questo caso, della politica repubblicana forlivese.

La minoranza del PRI, uscita pesantemente battuta, contesta il percorso che ha condotto ad un congresso, ampiamente manipolato, soggiogato ad un protagonismo personale, sorretto da interessi, più tipici di una camarilla, di una mini lobby locale che degni di un autentico partito. Nella fase precongressuale pare che ad opera della maggioranza ascaroraccagnana siano stati cancellati o ignorati o ampiamente avversati diversi iscritti al PRI forlivese; addirittura si sia ostacolata la costituzione di una nuova sezione repubblicana a Forlimpopoli.

Insomma, quello appena svoltosi, un Congresso della Consociazione Forlivese del PRI discutibile nelle sue premesse, quindi irregolare e illegittimo nei suoi risultati. Fra l’altro, un congresso guidato da una concezione padronale della politica e del partito, dunque con modi più repubblichini che repubblicani. Cosi, a puttana e in vacca finiscono spesso tanta memoria e tradizione storica!

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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