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Buonguerrieri: «Diritto al lavoro negato senza basi scientifiche», la sentenza riapre il dibattito sull’obbligo vaccinale

Di Staff 4live Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 7 giugno 2026
Buonguerrieri: «Diritto al lavoro negato senza basi scientifiche», la sentenza riapre il dibattito sull’obbligo vaccinale

L’obbligo vaccinale non poteva ledere i diritti dei lavoratori. La sentenza della Corte di Appello di Bologna, sezione Lavoro, che ha condannato la Ausl Romagna a pagare la retribuzione non percepita di un dipendente di Cesena privato del proprio stipendio per 11 mesi perché non si era sottoposto al vaccino anti-Covid lo conferma. Il dipendente, non lavorando a stretto contatto con i malati, avrebbe potuto continuare a lavorare senza procurare alcun danno alla collettività” è il commento della deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid.

Il governo dell’epoca ha negato il diritto al lavoro sulla base di un ricatto morale privo di basi scientifiche perché è emerso chiaramente dai lavori di commissione Covid che il vaccino non impediva il contagio. Dacché, la sospensione di tutti coloro che lavoravano in ambito sanitario era illegittima, non soltanto di coloro che non avevano contatto con i pazienti. Per questo il governo Meloni ha fatto bene, non appena insediatosi, a prevedere il loro reintegro. Come Fratelli d’Italia, attraverso la commissione Covid, continueremo a indagare sulla legittimità dell’obbligo vaccinale affinché diritti costituzionalmente garantiti non vengano più negati” conclude Alice Buonguerrieri.

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