«Questa mattina sono stato avvisato da alcuni cittadini di Modigliana. E avevo ragione. Sul pulmino privato hanno messo i cartelli. Da una verifica fatta subito dopo ho constatato che sono attaccati con dello scotch sui vetri, sia dietro che davanti. Mancano del tutto le scritte laterali “Scuolabus”. Meglio tardi che mai: sulla sicurezza dei bambini non si fa sconti. Ma questo non è a norma. Detto questo, restano tre nodi. Il mezzo rispetta il decreto ministeriale del 1997?» si chiede il consigliere di ModiglianAttivazione Adriano Cheli.
«La norma impone “I veicoli adibiti al trasporto scolastico devono essere dotati di due contrassegni a fondo giallo cm 30×30, retroriflettenti, con il simbolo dei bambini, da apporre nella parte anteriore e posteriore del veicolo. Sulle fiancate deve essere apposta la scritta ‘Scuolabus’ in caratteri maiuscoli neri di altezza minima cm 20”. Qui abbiamo solo cartelli attaccati con il nastro e niente sulle fiancate? Sulla sicurezza non si improvvisa. Con quale atto la Giunta Comunale ha autorizzato la cooperativa a usare i propri mezzi? Il capitolato d’appalto diceva chiaro: servizio con i pulmini del Comune in comodato d’uso. Per derogare serve una delibera di Giunta Comunale? 3. Perché i pulmini comunali attrezzati a scuolabus restano fermi in deposito mentre gira un mezzo privato con segnaletica attaccata con lo scotch e priva delle scritte laterali previste per legge?» di domanda ancora il consigliere di minoranza.
«Chiedo quindi con urgenza al sindaco e all’Amministrazione comunale di indire subito un concorso per l’assunzione di un operaio in possesso di patente e requisiti per la guida dello scuolabus in modo di far tornare in servizio i pulmini comunali regolarmente attrezzati, anche perché in pianta organica del Comune di Modigliana è già presente un operaio con la qualifica e la patente per guidare lo scuolabus. Se l’atto di modifica del capitolato da parte della giunta esiste basta indicarci numero e data. Se i cartelli sono conformi al decreto ministeriale basta esibire l’omologa» conclude Adriano Cheli.