Il vicesindaco di Forlì Vincenzo Bongiorno ha lasciato oggi l’Ospedale Morgagni-Pierantoni, dove era ricoverato da una settimana. Lunedì 28 settembre era stato sottoposto a un delicato intervento chirurgico, che ha avuto esito molto positivo grazie al lavoro del personale medico e infermieristico, in particolare dell’Unità Operativa di Urologia.
A raccontarlo è lo stesso Bongiorno in un lungo post su Facebook, nel quale sottolinea come durante la degenza abbia trovato, da parte di tutto il personale, dai medici agli infermieri, dagli operatori socio-sanitari ai barellieri fino agli addetti alle pulizie, una professionalità sempre accompagnata dalla gentilezza.
Il vicesindaco ringrazia il Signore per come sono andate le cose e per un esito che non era scontato, e dice di aver trovato grande aiuto nella fede e nel sostegno della famiglia. Un sostegno, spiega, che negli ultimi tre settimane ha sentito arrivare incessantemente da moltissime persone, da quando domenica 13 settembre aveva reso pubblica la malattia, di cui aveva avuto i primi segnali nel marzo scorso. Ringrazia per le preghiere le comunità, i religiosi, i sacerdoti, i gruppi di preghiera e tante singole persone, alcune delle quali, ammette, non si sarebbe mai aspettato.
Ora Bongiorno proseguirà la convalescenza a casa, come indicato dai medici, con una nuova cicatrice da 48 punti di sutura, che definisce motivo di crescita personale e di consapevolezza nel segno della resilienza, per tornare all’opera con più determinazione, umiltà e spirito di servizio. Anche da convalescente, precisa, non ha mai smesso di lavorare: continuerà a seguire le pratiche e le relazioni con i cittadini da remoto, per poi rientrare anche fisicamente in Comune tra qualche settimana.
Un ringraziamento va al sindaco di Forlì Gian Luca Zattini, ai colleghi di Giunta e a tutto il personale comunale, che gli hanno manifestato vicinanza e amicizia senza mai far pesare la sua minore presenza fisica. Il pensiero del vicesindaco va infine alle persone che soffrono più di lui, incontrate anche durante la degenza: dialogare con alcune di loro, afferma, è stata un’ulteriore lezione di vita.
Prima di uscire dall’ospedale ha voluto passare dalla cappella, dove ha ritrovato sulle pareti due grandi amici, San Pellegrino Laziosi e la Beata Benedetta Bianchi Porro, gli stessi del giorno in cui annunciò pubblicamente la malattia. E ha chiuso citando, con tono laico, Lucio Battisti e le sue “emozioni”.