Il possibile ridimensionamento della presenza medica sui mezzi di soccorso avanzato del 118 in Romagna, legato alla riduzione degli incarichi convenzionati per i medici dell’emergenza territoriale, apre il confronto sull’organizzazione della rete dell’emergenza-urgenza. Sul tema intervengono i direttori dei Pronto Soccorso dell’Ausl Romagna, che difendono la scelta aziendale di puntare sui dirigenti medici dipendenti, specializzati in medicina d’emergenza-urgenza.
Attualmente sui mezzi di soccorso avanzato operano due tipologie di professionisti: i medici dell’emergenza territoriale, appartenenti all’area della medicina generale e inquadrati attraverso un rapporto convenzionale, e i dirigenti medici specialisti assunti a tempo indeterminato dall’Ausl, impegnati principalmente nei Pronto Soccorso.
Secondo i direttori, la strategia dell’azienda sanitaria punta a rafforzare la seconda componente, attraverso l’assunzione di medici che, dopo la specializzazione universitaria nell’area dell’emergenza-urgenza, possono lavorare nei Pronto Soccorso, nelle terapie semintensive ospedaliere e sui mezzi di soccorso avanzato del 118.
Una scelta che, nella valutazione dei responsabili dei reparti, non comporta una minore stabilità professionale. Al contrario, la formazione specialistica e la possibilità di operare nei diversi ambiti della rete consentirebbero di mantenere elevati standard qualitativi nella gestione delle emergenze, sia sul territorio sia in ospedale.
I direttori sottolineano inoltre l’importanza dell’esperienza maturata quotidianamente nei reparti ospedalieri e nelle aree di assistenza ai pazienti critici. Un percorso che permette di consolidare le competenze tecniche necessarie per affrontare le situazioni più complesse e di conoscere direttamente i percorsi assistenziali che collegano il soccorso territoriale alle strutture ospedaliere.
L’integrazione tra attività sul territorio e lavoro in ospedale, sostengono i responsabili dei Pronto Soccorso, può contribuire anche a rendere più flessibile l’organizzazione del sistema di emergenza-urgenza, migliorando la gestione dei pazienti nelle diverse fasi dell’assistenza.
La presa di posizione arriva mentre è al centro del dibattito il futuro degli incarichi convenzionati e il possibile impatto della loro riduzione sulla disponibilità di medici nei mezzi di soccorso avanzato. I direttori dei Pronto Soccorso dell’Ausl Romagna ribadiscono così la validità del modello basato sull’impiego di specialisti dipendenti, inseriti in una rete che comprende territorio e ospedale.