Cosa significa davvero comportarsi in modo rispettoso nei confronti di una persona con disabilità? Quando un gesto fatto per aiutare rischia di sostituirsi alla persona? E quanto sono ancora diffusi, nella vita di tutti i giorni, atteggiamenti che portano a trattare un adulto con disabilità come se fosse un bambino? Sono le domande da cui parte “Si fa/Nno si fa”, il progetto che verrà presentato domani, venerdì 25 settembre, dalle ore 10,00 alle 11,30, alla Casa del Buon Vivere di Forlì, allestita negli spazi davanti ai Musei San Domenico, nell’ambito del Festival del Buon Vivere 2026.
L’iniziativa è frutto della collaborazione tra cinque realtà del territorio forlivese e della provincia di Forlì-Cesena: Anffas Forlì, Fondazione Don Pippo, Ama Hikikomori, Comunità Papa Giovanni XXIII e Aics Forlì-Cesena. Come spiegano gli organizzatori, le cinque organizzazioni hanno scelto di mettere insieme esperienze e competenze per affrontare, con uno strumento semplice e diretto come il video, il tema del rispetto della persona, dei suoi diritti e della sua autodeterminazione. Grazie al sostegno della Fondazione Cassa dei Risparmi di Forlì sono stati realizzati 30 brevi filmati, costruiti a partire da situazioni che possono capitare a chiunque nella quotidianità.
Il titolo stesso indica l’obiettivo: mostrare modi diversi di comportarsi e spingere chi guarda a chiedersi quali atteggiamenti favoriscano davvero inclusione, dignità e partecipazione. Secondo il progetto, molte forme di discriminazione non nascono dalla volontà di escludere, ma si nascondono dietro gesti in apparenza protettivi: parlare al posto della persona, decidere per lei senza coinvolgerla, rivolgersi all’accompagnatore invece che direttamente all’interessato, infantilizzare un adulto con disabilità oppure offrire aiuto senza aver prima chiesto se serva. Sono comportamenti che, come sottolineano i promotori, possono essere messi in atto in modo inconsapevole da chiunque, anche all’interno delle famiglie o da chi lavora nei servizi.
La riflessione proposta non vuole giudicare, ma invitare a cambiare prospettiva: aiutare non vuol dire sostituirsi, proteggere non vuol dire decidere al posto dell’altro, e avere una disabilità non significa perdere il diritto di scegliere, di esprimere preferenze e di vivere pienamente la propria condizione di persona adulta. Per questo “Si fa/Nnon si fa” si inserisce nel tema scelto per l’edizione di quest’anno del Festival del Buon Vivere, “La Rivoluzione della Gentilezza”, intesa non come semplice cortesia ma come capacità di riconoscere l’altro, ascoltarlo e rispettarne identità, volontà e diritti.
L’incontro di domani si aprirà con una breve introduzione sulla nascita dell’idea e sulla costruzione della collaborazione tra le cinque realtà. Poi ogni organizzazione presenterà alcuni dei video, raccontando perché sono state scelte determinate situazioni e quale messaggio si è voluto trasmettere. Ampio spazio sarà dedicato al confronto con il pubblico, con l’intento di coinvolgere in particolare giovani, studenti, volontari, operatori, familiari e cittadini, perché il cambiamento culturale passa anche dai piccoli gesti di ogni giorno.