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Cosplayers in provincia

Di Roberto Balzani Leggilo in 2 minuti
Aggiornato: 21 settembre 2026
Cosplayers in provincia

Ho tenuto una lezione, oggi, ai miei studenti di Storia del Risorgimento, a Bologna. Essa riguardava il fenomeno, sempre più diffuso, dei cosplayers, cioè di chi si traveste per restituire o inventare ambienti, in genere del passato. Fra i casi più riusciti, in Italia, la ricostruzione di fatti o giostre del Medioevo.

I miei amici del Museo diffuso del Risorgimento, fra Verona, Mantova e Brescia, si dedicano ai teatri di battaglia delle guerre risorgimentali, in un paesaggio bellissimo (le colline moreniche a sud del Garda). Per funzionare, la reinvenzione della tradizione deve avere un contatto con cose accadute realmente in un determinato posto, anche per valorizzare il patrimonio culturale, mobile o immobile o immateriale, del luogo. Basti pensare a Waterloo.

Ero perciò incuriosito dal trapianto in piazza Saffi di un evento avvenuto nella primavera del 1849 sul Gianicolo a Roma. La sparatoria ha certamente stupito: moltissimi erano, fra gli altri, gli immigrati divertiti intenti a fotografare e a riprendere, fra il fumo e le divise. Non ho idea di ciò che possa essere passato come messaggio.

Suggerirei al Comune, in futuro, di coinvolgere almeno gli istituti culturali che conservano tesori inestimabili e trascurati del nostro Risorgimento, per rendere più esplicito il legame con la tradizione patriottica, peraltro piuttosto pacifica, della nostra città.

Roberto Balzani

L'autore

Roberto Balzani
Roberto Balzani

Roberto Balzani, nato a Forlì il 21 agosto 1961, è uno storico, saggista e politico italiano. È professore ordinario di storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei Beni Culturali, Università degli Studi di Bologna. È stato sindaco di Forlì, dal 2009 al 2014 è professore ordinario di Storia contemporanea alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell'Università di Bologna (sede di Ravenna), della quale è stato preside fra il 2008 e il 2009. Ricercatore in Storia contemporanea alla Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” di Firenze dal 1992, è divenuto poi professore associato alla Facoltà di Conservazione dei beni culturali dell’Università di Bologna e quindi professore ordinario. Fra i suoi interessi più recenti, la storia del regionalismo e del patrimonio culturale, cui ha dedicato diversi saggi, collaborando alle iniziative promosse alla Scuola Normale Superiore di Pisa da Salvatore Settis. Fra il 1992 e il 1996 ha fatto parte del consiglio d’amministrazione della Fondazione “Spadolini – Nuova Antologia” di Firenze. E’ stato a lungo componente del consiglio direttivo della Società di Studi Romagnoli, dell’Istituzione Biblioteca Malatestiana di Cesena e dell’Ibc Emilia-Romagna. Fra le principali pubblicazioni da menzionare la ricostruzione del regionalismo culturale romagnolo fra ‘800 e ‘900 (La Romagna, Bologna, 2001, ristampata con un nuovo capitolo nel 2012); inoltre, la sintesi Storia del mondo contemporaneo, Milano, 2003 (con Alberto De Bernardi), la ricerca di storia dei beni culturali Per le antichità e le belle arti. La legge n. 364 del 20 giugno 1909 e l’Italia giolittiana (Bologna, 2003) e la cura dei Discorsi parlamentari di Carducci (Bologna, 2004). Con Angelo Varni è curatore de La Romagna nel Risorgimento (Roma-Bari, 2012). Alla sua esperienza di amministratore è dedicato il pamphlet: "Cinque anni di solitudine. Memorie inutili di un sindaco" (Bologna, 2012). E’ autore di diversi manuali di storia per le Scuole medie e i Licei.

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