«Di fronte ai danni evidenti provocati dagli eventi atmosferici eccezionali, l’Amministrazione di Forlì non può limitarsi a chiudere completamente e per mesi uno dei parchi più simbolici e frequentati della città, il Parco della Resistenza, poiché una chiusura totale a tempo indeterminato è considerata inaccettabile. Il disinteresse della giunta Zattini verso il parco era già evidente prima della tempesta, con il laghetto in condizioni critiche, miasmi persistenti e segnalazioni di roditori mai affrontate seriamente, e si auspicano le stesse risorse e determinazione usate per allestimenti temporanei come i “Giardini di luce” per restituire rapidamente ai cittadini uno spazio così amato» è la critica che arriva dal Gruppo Consiliare del Partito Democratico.
Sempre secondo il Pd il parco, seppur danneggiato, può e deve essere riaperto gradualmente con un piano concreto che preveda la messa in sicurezza per lotti liberando subito i viali principali e le aree a minor rischio e transennando solo le zone che necessitano di verifiche agronomiche approfondite, lo sgombero e l’accatastamento protetto del legname senza lunghi iter burocratici per le semplici opere di pulizia, e la garanzia di accesso in sicurezza al chiosco già a settembre per consentire la ripresa dell’attività e la fruizione della biblioteca Paul Harris, evitando ulteriori danni economici.
«Forlì ha già pagato a caro prezzo l’inerzia sul Parco Urbano, ancora in abbandono dopo anni, e non deve ripetersi con il Parco della Resistenza: si chiede quindi alla giunta Zattini di presentare subito un cronoprogramma chiaro, perché la sicurezza dei cittadini è prioritaria ma la chiusura a tempo indeterminato non può essere l’unico modo di gestire il verde pubblico» concludono i Dem.