È morto domenica scorsa il maresciallo Salvatore Calì, figura profondamente legata alla storia recente di Meldola. Oggi, 14 agosto, avrebbe compiuto 88 anni. Nel giorno del suo compleanno, la città lo ricorda con cordoglio e gratitudine per una vita trascorsa al servizio dello Stato e della comunità.
Nato il 14 agosto 1938, Calì si era arruolato nell’Arma dei Carabinieri nel 1957, dando inizio a un percorso professionale durato fino al congedo, nel 1997. Il suo legame con Meldola era iniziato nel 1974, quando era arrivato dalla provincia di Udine, dal Comune di Latisana, insieme alla moglie Annunziata.
Per quasi mezzo secolo la sua storia personale e professionale si è intrecciata con quella della città. Dal 1974 prestò servizio come sottufficiale alla Stazione dei Carabinieri di Meldola. Nel 1988 assunse la guida del Nucleo Operativo Radiomobile e, dal 1993, diventò comandante della Stazione di Meldola con il grado di Maresciallo Maggiore, incarico che mantenne fino al congedo.
Un lungo impegno che non si concluse con la pensione. Calì rimase infatti profondamente legato all’Arma e alla comunità meldolese attraverso l’Associazione Nazionale Carabinieri. Nella sezione locale ricoprì per molti anni ruoli di responsabilità: fu segretario dal 2001 al 2017, vicepresidente dal 2017 al 2022 e successivamente consigliere.
Una presenza costante nella vita della città, caratterizzata dal senso del dovere ma anche dal rapporto umano costruito negli anni con colleghi, cittadini e associazioni. L’Amministrazione comunale di Meldola ha espresso il proprio cordoglio alla famiglia, unendosi a quello dell’Arma dei Carabinieri, della sezione meldolese dell’Associazione Nazionale Carabinieri e dell’intera comunità. Un ricordo accompagnato dalla riconoscenza per una vita dedicata al servizio degli altri.