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Con Christian Dior alla sagra forlivese “Pesche in Festa”

Di Franco D'Emilio Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 20 luglio 2026
Con Christian Dior alla sagra forlivese “Pesche in Festa”

A Forlì Emanuela Bassi è assessora comunale alle politiche agricole della giunta di centrodestra, guidata dal sindaco Zattini, ruolo per il quale presumo sia stata scelta ad hoc per le conoscenze e le competenze personali in un settore tanto strategico, come, appunto, l’agricoltura, così fiorente sul nostro territorio. Inoltre, considerando quanto la stessa assessora abbia pure delega al Piano Nazionale Ripresa e Resilienza, chi meglio di lei può essere vicina con forte empatia alle problematiche del lavoro e dell’economia agricola?

Infine, cosa non trascurabile, l’assessora è avvocata, quindi altamente vocata al sostegno della realtà agricola, non fosse altro per auspicabili, approfonditi studi di diritto agrario. Dunque, amministratrice con pedigree ineccepibile, per questo giustissimo che ieri abbia partecipato e onorato della sua presenza istituzionale la giornata conclusiva della tredicesima edizione della Sagra “Pesche in Festa”, svoltasi nel piazzale della Parrocchia di San Martino in Villafranca.

Eccola, la nostra assessora/avvocata, meritatamente ritratta nella sua veste istituzionale, significativa e autorevole, proprio a destra nella foto soprastante, quasi pendant simmetricamente opposto all’immancabile, ubiquo vicesindaco Vincenzo Bongiorno, pure nostro temerario assessore alla cultura: quest’ultimo ritratto a sinistra con il sorriso appagato di chi vede almeno soddisfatte da succose pesche della campagna forlivese le proprie ambizioni culturali, invece tanto disattese dal suo ostinato andirivieni sull’inesistente “miglio bianco” di una Forlì senza futuro.

Eppure, quando tutto alla Sagra “Pesche in Festa” sembrava coronarsi con una duplice presenza di grande caratura amministrativa, proprio allora la buccia di banana di una pecca ha rovinato l’aplomb istituzionale. Certi particolari, anche minimi, non sfuggono, ancora di più se, nel caso in questione, contrastano con la faticosa e difficile redditività della frutticoltura: al braccio dell’assessora Emanuela Bassi una costosa borsa della griffe Christian Dior, modello Book Tote large, costo 3 sacchi tondi tondi, insomma 3.000 euro, alla faccia del bicarbonato di sodio, per dirla alla Totò.

Per carità, l’assessora Bassi ha ogni diritto a sfoggiare preziosi accessori, accessibili al suo portafoglio, ma il ruolo istituzionale, dunque la partecipazione alla Sagra delle “Pesche in Festa” avrebbe dovuto suggerirle una certa sobrietà, farle intendere quanto fosse incauto un inopportuno sfoggio, un’eccessiva ostentazione di ricchezza, soprattutto considerando quanto gli agricoltori riescano appena a strappare un prezzo tra i 20 e i 60 centesimi di euro per ogni chilo di pesche prodotte. Che mai diranno la sinistra e la stessa “destra sociale” della raffinatissima “borsa della spesa” dell’assessora Bassi, ex leghista convertita al melonismo? L’ennesima, pessima caduta di stile!

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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