Porte divelte, lavandini distrutti negli spogliatoi e cocci di bottiglia abbandonati a due passi dall’area giochi per i bambini. È il pesante bilancio del raid vandalico che, domenica sera, ha devastato la sede della Polisportiva di Vecchiazzano. Un attacco mirato che ha provocato danni per migliaia di euro, firmato da un gruppo di giovanissimi. La tensione, tuttavia, non si è esaurita con i vandalismi: dopo che la società forlivese ha pubblicato sui social le foto della devastazione, una trentina di ragazzi si è ripresentata con arroganza sul posto, costringendo i rappresentanti della polisportiva a richiedere l’intervento urgente dei Carabinieri.
L’episodio ha sollevato la dura reazione di Alberto Zattini, direttore di Ascom-Confcommercio, che ha evidenziato come il problema delle baby gang stia ormai assumendo i contorni di un’emergenza strutturale e diffusa. Zattini ha denunciato l’esistenza di vere e proprie “zone franche” in città, spesso coincidenti con parchi e aree sportive, governate da gruppi composti prevalentemente da minorenni. Un fenomeno che purtroppo non risparmia il resto del territorio: una segnalazione analoga è giunta infatti anche dalla valle del Bidente, dove un’altra struttura sportiva è stata presa di mira e danneggiata per il solo gusto di farlo.
Di fronte a questa escalation, il direttore di Ascom chiede un netto cambio di passo, rifiutando le ricette basate sul dialogo e sulla comprensione del disagio giovanile avanzate da alcuni esponenti politici. Secondo Zattini, la fase dell’ascolto è durata fin troppo tempo senza portare alcun risultato. Sentirsi dire da questi ragazzi «non ci potete fare niente, siamo minorenni» è scoraggiante e inaccettabile in una democrazia; l’unica risposta possibile, adesso, deve essere la massima severità, applicando la repressione dei reati e la punizione certa dei responsabili per mettere fine a questa piaga.