«Un nuovo taglio ai servizi per l’infanzia. Ecco la sorpresa di Pasqua preparata dalla Giunta per i genitori dei bambini che l’anno prossimo frequenteranno i nidi. Con una delibera approvata lo scorso 19 marzo, l’Amministrazione ha infatti stabilito che le richieste per le nuove iscrizioni ai nidi con orario “a tempo normale” (uscita alle ore 15,30/15,55) saranno accolte solo dopo una valutazione attenta della loro sostenibilità organizzativa e logistica, e comunque entro il limite dell’80% dei bambini iscritti. Di fatto la possibilità di rimanere al nido fino a metà pomeriggio, sino ad oggi garantita a tutti, dal prossimo anno verrà vincolata ad una serie di condizioni e assicurata solo a una quota di coloro che ne faranno richiesta (nell’ultimo anno la percentuale dell’80% di richiedenti è stata superata in diversi plessi)» è la critica del Gruppo Consiliare del Partito Democratico di Forlì.
«La decisione, assunta frettolosamente a ridosso dell’apertura delle iscrizioni, si pone oltretutto in contrasto con la Carta dei servizi e il regolamento dei nostri servizi educativi, che, non essendo stati modificati, continuano a prevedere il diritto per tutti di usufruire dell’orario fino alle 16,00. Alla luce di tutto ciò, e delle forti proteste che stanno già montando fra le famiglie, molte delle quali hanno scoperto della decisione solo recandosi agli open day, ci saremmo aspettati dalla Giunta la disponibilità a rivedere una scelta malpensata e destinata a provocare disagi e persino contenziosi. Purtroppo, nella sua risposta all’interrogazione presentata martedì dal consigliere Morgagni, l’assessora Casara non ha fornito nessuna delle rassicurazioni richieste, trincerandosi dietro una prolissa e generica dissertazione sulla necessità di mettere mano a una riorganizzazione del sistema dei servizi per l’infanzia avendo come riferimento i principi di flessibilità, sostenibilità e maggiore rispondenza ai bisogni delle famiglie» insistono i Dem forlivesi.
«Peccato che in attesa di mettere sulla carta questo elenco di buoni propositi, l’unico atto concreto adottato dalla Giunta vada in senso esattamente contrario: una delibera non condivisa con le famiglie, che il servizio si limita a irrigidirlo, tagliarlo e ridurlo. Né può valere come giustificazione il tema della sostenibilità economica e organizzativa. La difesa del nostro sistema educativo come presidio di qualità al servizio delle famiglie è, infatti, una priorità fondamentale. E se per rispondere all’aumentata domanda è necessario incrementare il numero dei dormitori e degli operatori, il Comune ha il dovere di reperire le risorse necessarie. Stare al fianco delle famiglie non è uno slogan retorico da agitare in campagna elettorale, ma un impegno concreto che va dimostrato nei fatti e soprattutto nelle scelte del Comune» conclude il Gruppo consiliare Partito Democratico.