Un carro di Carnevale costruito interamente a mano, realizzato grazie al lavoro volontario di amici, famiglie e persino di una nonna di 94 anni. È questa la storia de “Le Trappole”, il gruppo nato a Meldola che negli ultimi anni sta riportando in vita una tradizione artigianale capace di unire divertimento, creatività e socialità. L’idea nasce dalla passione di Luca, fondatore del progetto, che racconta come tutto sia iniziato quasi per gioco.
«Ho cominciato a fare i carri di Carnevale nel 2017 – spiega – all’inizio eravamo solo io e due amici, ma nel tempo l’entusiasmo è cresciuto e, anno dopo anno, siamo riusciti a coinvolgere sempre più persone». La svolta arriva nel 2023 con la nascita “ufficiale” del gruppo e il superamento della dimensione locale. «A un certo punto, grazie all’esperienza maturata e alle diverse adesioni, abbiamo capito che era il momento di fare un passo in più. Così abbiamo iniziato a dar vita a progetti sempre più ambiziosi e a portare il nostro carro alle principali sfilate locali di Carnevale. All’inizio partecipavamo solo a Meldola e a San Martino in strada, in Comune di Forlì, oggi siamo presenti in quasi tutte le feste del territorio forlivese oltre a Faenza e Gambettola».
A differenza di quanto avviene solitamente in queste manifestazioni, i carri de “Le Trappole” sono costruiti interamente dai componenti del gruppo, senza affidarsi a realizzazioni esterne, seguendo tecniche tradizionali. Un processo lungo e artigianale che parte dalla creazione delle sagome in metallo, realizzate tramite saldatura e rete metallica. Le strutture vengono poi modellate con cartapesta e polistirolo, incollati con una “colla” fatta in casa a base di acqua e farina, prima di arrivare alla fase finale della pittura e dei dettagli. Alla costruzione partecipano persone con esperienze e professionalità diverse: elettricisti, operai, insegnanti e appassionati che mettono a disposizione tempo e competenze.
«Ognuno contribuisce come può – spiega Luca – ed è proprio questo lo spirito che ci unisce». Il nome stesso del gruppo racconta questo modo di lavorare: “Le Trappole” sono infatti gli imprevisti che puntualmente emergono durante la costruzione, ostacoli che diventano parte del percorso e occasione per rafforzare lo spirito di squadra.
Il progetto ha anche una forte dimensione familiare: il padre di Luca guida il carro durante le sfilate, la madre e la sorella partecipano alla costruzione e persino la nonna, 94 anni, contribuisce, preparando i coriandoli con la macchinetta.
A sostenere l’iniziativa, fin dall’inizio, è stata anche la comunità locale: «Numerosi commercianti di Meldola ci hanno supportato e, grazie al loro contributo, siamo riusciti a crescere e a portare i nostri carri in diverse manifestazioni del territorio». Oltre allo spettacolo delle sfilate, il cuore del progetto resta la socialità. Il gruppo riunisce persone di tutte le età e provenienze: giovani e adulti, uomini e donne che lavorano e si divertono insieme portando avanti un progetto che combina svago e inclusività.
Per il futuro l’obiettivo è continuare sulla strada tracciata, migliorando di anno in anno e cercando di riavvicinare sempre più persone alla tradizione dei carri di Carnevale. «È un modo per stare in compagnia e creare qualcosa per la comunità – conclude Luca – soprattutto per i bambini, che sono i primi a divertirsi davanti ai carri». Una tradizione popolare che, grazie all’impegno e alla passione di un gruppo di amici, continua così a vivere e a rinnovarsi nel cuore della Romagna.