“Ci impediscono di parlare in Aula per nascondere la verità: la chiusura della scuola Manzoni e della Cerini era già decisa da mesi. Una scelta devastante per il tessuto sociale“. Una “censura istituzionale” in piena regola. È quanto denunciano i gruppi consiliari di opposizione, cui è stato impedito di discutere in Consiglio comunale l’ordine del giorno sui tagli alla scuola. «Dopo aver chiuso unilateralmente la seduta del 12 febbraio, la presidenza ha infatti arbitrariamente stralciato il documento dall’ordine del giorno dell’assise del 24». Un grave abuso di potere che ha spinto i consiglieri dem a inviare una formale diffida al Presidente del Consiglio e a informare il Prefetto.
Il motivo di questo bavaglio, secondo l’opposizione, è chiaro: nascondere le omissioni della Giunta Zattini e dell’assessora Casara. Dai documenti ottenuti tramite accesso agli atti emerge infatti la “pistola fumante”: la delibera di giunta dell’11 dicembre 2025 dimostra che l’inserimento dell’infanzia Cerini nella nuova scuola media e la chiusura della storica Manzoni erano già stati decisi e finanziati, in totale spregio delle rassicurazioni pubbliche fatte alla cittadinanza solo poche settimane prima.
«Una manovra che si somma al taglio punitivo di 17 autonomie scolastiche regionali voluto dal Governo nazionale, tradotto a Forlì nell’accorpamento dell’IC 4 con l’IC 9. Un’assessora che si dichiara civica ma nei fatti preferisce coprire le spalle al governo Meloni piuttosto che difendere Forlì sta avallando la creazione di un ‘mega-istituto’ da oltre 1.200 alunni, che unirà territori distanti come il centro storico e Villafranca, distruggendo il principio di prossimità. Una decisione grave e sbagliata viene calata dall’alto sugli alunni, i genitori e l’intera comunità educante, senza che sia nemmeno permesso di discuterne in Consiglio comunale» denunciano le opposizioni.
«E tutto questo per nascondere gli imbarazzi e le divisioni della maggioranza, aggravati dall’assenza del sindaco Zattini che, come al solito, di fronte ad una questione delicata e importante, si è chiuso nel silenzio rinunciando a guidare la sua stessa Amministrazione e nascondendosi di fronte alle legittime preoccupazioni di tanti cittadini.
Le scuole non sono bilanci aziendali – spiegano i consiglieri – e chiudere plessi storici in zone complesse come il Foro Boario crea un vuoto sociale devastante. È l’esatto opposto di ciò che serve per combattere il disagio giovanile. Se ci avessero fatto parlare in Aula avremmo chiesto di fermare tutto; lo diciamo oggi in conferenza stampa: la scuola pubblica non si tocca e Forlì non subirà in silenzio questo smantellamento» concludono i gruppi del Partito Democratico, Movimento 5Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra e Rinnoviamo Forlì.