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Giù dal paesello alla guida della provincia

Di Franco D'Emilio Leggilo in 3 minuti
Aggiornato: 8 febbraio 2026
Giù dal paesello alla guida della provincia

Alle ambizioni, fondate o azzardate che siano, non c’è ormai alcun limite, soprattutto non c’è pudore e spesso dobbiamo rassegnarci a quanto disponibile in mancanza del meglio, sperando che non sia il peggio. Dunque, per la presidenza della nostra provincia scende adesso in campo Francesca Pondini, attuale sindaca di Galeata, ameno paesello presepiale, noto perlopiù alle cronache per il protagonismo ed i reciproci battibecchi delle sue prime cittadine.

Praticamente, ambiziosa e temeraria, ben oltre la necessaria consapevolezza dei limiti personali, sopraggiunge, come un cappello ad occupare un posto in treno, l’autocandidatura della Pondini nel segno di una dovuta, triplice alternanza: dopo Enzo Lattuca, presidente di centrosinistra, legittimo un presidente di centrodestra; dopo un presidente del cesenate auspicabile uno di ambito forlivese; infine, dopo una presidenza maschile perché no una presidenza femminile, anche confidando che, magari, il rosa assecondi maggiormente la nostra attesa che “se son rose fioriranno”.

Eppure, non sempre l’alternanza di schieramento o di provenienza territoriale oppure di sesso assicura il valore di chi posto alla guida di un’istituzione, anzi spesso ci si ritrova tra i piedi soltanto un impiccio maldestro o maldestra, niente affatto all’altezza del compito. Quindi, come sentirsi sicuri che l’autocandidatura pondiniana di centrodestra possa garantire una proficua presidenza della Provincia di Forlì-Cesena? O dobbiamo rassegnarci al solito salto nel buio nel segno contabile dell’equilibrio tra destra e sinistra?

Certo, nella corsa al vertice provinciale c’è ora il rischio che da un presidente scafato, politicamente e amministrativamente competente e abile, come Enzo Lattuca, sindaco di oltre 95.000 cesenati, anche se, magari, non nelle simpatie di tutti, si salti a chi, come Francesca Pondini, si è sinora soltanto impegnata e misurata, non senza, fra l’altro, qualche figuraccia pubblica, con le problematiche in scala ridotta di poco più di 2.500 galeatesi tra valli e pendici in prossimità del fiume Bidente.

L’autocandidata Pondini ha già lanciato il suo pretenzioso manifesto per la corsa presidenziale alla nostra provincia: è convinta di esercitare una legittima aspirazione che supporta con lo sproloquio banale dei soliti buoni propositi, impreziositi dall’impegno di volersi occupare soprattutto delle comunità montane, ritenendole molto trascurate e inascoltate. Le premesse non sono un granché e le ambizioni pondiniane faranno bene a misurarsi sulle oggettive capacità personali.

Cosa mai rappresenta questa autocandidatura della Pondini sulla scacchiera della complessiva politica locale e di quella particolare del centrodestra forlivese? Unanime il sostegno del centrodestra alla candidatura della sindaca di Galeata? Nel frattempo vediamo come andranno le cose, assistiamo pure alla discesa in campo di Francesca Pondini, novella Heidi giù dai monti per guidare la provincia.

Franco D’Emilio

L'autore

Franco D'Emilio
Franco D'Emilio

Origini toscane, ma forlivese d’adozione dal 1986, per 38 anni funzionario scientifico del Ministero della cultura nel settore degli archivi, biblioteche e dei beni artistici, storici. Curatore di numerose mostre storico-documentarie d’iniziativa pubblica e/o privata. Autore di pubblicazioni prevalentemente sulla storia italiana contemporanea. Collaboratore di testate giornalistiche ed agenzie di stampa, locali o nazionali.

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